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20/06/2019, 16:25

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L’acquisto-del-pellet-come-combustibile:-tutti-i-vantaggi


 Negli ultimi anni ha preso sempre più piede l’acquisto del pellet e il suo utilizzo come combustibile per il riscaldamento degli ambienti domestici, ma vediamo nel dettaglio tutti i vantaggi di questo materiale.



Negli ultimi anni ha preso sempre più piede l’acquisto del pellet e il suo utilizzo come combustibile per il riscaldamento degli ambienti domestici, ma vediamo nel dettaglio tutti i vantaggi di questo materiale. Il pellet o pellet di legno è un condensato ricavato dalla segatura e viene usato soprattutto come combustibile nelle stufe in luogo della legna da ardere. Il pellet si compone di piccoli cilindri della dimensione di 6 - 12 millimetri, ottenuti sottoponendo la segatura del legno ad altissime pressioni.  La produzione di tale materiale non è necessariamente legata all’abbattimento diretto di alberi e quindi non dovrebbe concorre alla deforestazione: il pellet può infatti essere prodotto anche dal materiale di scarto delle segherie e delle falegnameria.  L’acquisto del pellet contribuisce quindi a realizzare, nel concreto, i principi della economia circolare e quindi contribuisce alla tutela dell’ambiente.Rimanendo nell’ambito di tematiche di salvaguardia ambientale, l’acquisto del pellet comporta ulteriori vantaggi: sebbene la sua combustione provochi emissione di monossido di carbonio, la quantità che si sprigiona nell’aria nel corso della sua accensione e successiva combustione, equivale esattamente alla quantità prevista in natura per la decomposizione del legno. Questo significa che il suo utilizzo non aumenta i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera. Inoltre, il pellet brucia completamente con ceneri residue minime che possono essere utilizzare come fertilizzante in ambito agricolo e florovivaistico.

L’acquisto del pellet come combustibile per il riscaldamento degli ambienti domestici comporta una netta differenza in termini di efficienza rispetto ad esempio alla legna che usiamo nel camino aperto ma anche rispetto alle stufe a legna: la camera di combustione è infatti studiata per garantire alti rendimenti e basse emissioni, il che equivale ad una combustione più pulita. Le migliori stufe a legna sul mercato presentano un rendimento di circa l’80%; le stufe a pellet offrono invece più del 90% di rendimento. Questo significa che la combustione avviene in modo migliore e, bruciando, producono più calore rispetto alle comuni stufe a legna e meno ceneri. Questo processo di combustione nelle stufe a pellet più evolute si può regolare e ottimizzare in modo elettronico, risultando quindi ancora più efficiente. 

Altro vantaggio da considerare è che l’acquisto del pellet, rispetto alla legna tradizionale comporta un vantaggio in termini di minor tempo da dedicare alla gestione dell’impianto.  Grazie al basso contenuto di umidità, il pellet ha un elevato potere calorifico e un’ottima capacità di combustione. Inoltre a differenza della legna, la sua accensione non richiede particolari abilità in quanto si tratta di un materiale già essiccato e, una volta acceso, non ha bisogno di essere alimentato.  Parliamo ora di costi: l’acquisto del pellet contribuirà certamente a farci risparmiare una notevole quantità di denaro: il pellet ha infatti un costo per Mw di energia prodotta, nettamente inferiore al gas metano utilizzato ancora oggi dalle comuni caldaie che si trovano nella maggior parte delle nostre abitazioni. Inoltre l’utilizzo e l’acquisto del pellet come combustibile per la nostra
 casa presenta un risparmio reale grazie alle detrazioni fiscali previste per l’installazione delle stufe di ultima generazione. Anche nel 2019, infatti, si potrà beneficiare di detrazioni sull’acquisto di una stufa a pellet pari circa al 50% o al 65% a seconda che l’acquisto rientri nel bonus relativo alle ristrutturazioni edili oppure nel cosiddetto Ecobonus 2019 per il risparmio energetico. Nel primo caso, il contribuente che acquista una stufa a pellet ha diritto ad uno sconto sull’Irpef pari al 50% sulla spesa totale detraibile in 10 rate annuali. Per il contribuente che acquistauna stufa a pellet per ottimizzare l’efficienza energetica della propria casa, la detrazione sarà invece pari al 65%.   La combustione del pellet risulta inoltre molto più sicura rispetto a quella della legna: il fuoco nelle stufe a pellet è protetto da un vetro in maniera da evitare fuoriuscire di scintille. I fumi prodotti vengono poi espulsi da una canna fumaria evitando in questo modo il rischio di avere fumo per gli ambienti della casa. Altro vantaggio dell’acquisto del pellet sta proprio nelle condizioni in cui viene venduto: esso viene fornito in sacchetti sigillati da circa 15 Kg che si rivelano facili da trasportare e da immagazzinare a differenza della legna e dei ceppi spesso molto grandi e sporchi di resina o terra. La possibilità di poter conservare i sacchi di pellet in qualsiasi luogo asciutto, è particolarmente apprezzabile se si pensa a quanto spazio richieda l’acquisto di ingenti quantità di legna che va poi riposta in luoghi altrettanto grandi e spaziosi.
20/06/2019, 16:14

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La-Combustione-del-Pellet


 Il pellet è entrato nelle case di milioni di italiani e in 15 anni è diventato un grandissimo successo, per la praticità di uso e perché consente oggettivi risparmi alle famiglie.Vogliamo affrontare un argomento tecnico, ovvero la combustione.



Il pellet è entrato nelle case di milioni di italiani e in 15 anni è diventato un grandissimo successo, per la praticità di uso e perché consente oggettivi risparmi alle famiglie.
Vogliamo affrontare un argomento tecnico, ovvero la combustione del pellet.
La combustione del pellet si determina in quattro fasi:
 
Essiccazione ed evaporazione dell’acqua;
Gassificazione;
Combustione del gas;
Formazione carbone.
 
Essiccazione:
Quando il pellet arriva nella camera di combustione della stufa a pellet, il calore fa evaporare l’acqua contenuta nel pellet stesso.
Il calore è prodotto dalla stessa combustione del pellet e comunque questa fase, nel caso del pellet, è molto rapida considerando il basso contenuto idrico di questo combustibile.
 
Gassificazione (Pirolisi):
Con l’aumento della temperatura il pellet inizierà a produrre gas. Il processo si ottimizza a circa 270°: in questa fase vengono prodotti idrocarburi, monossido di carbonio, idrogeno e metano.
 
Combustione dei gas:
Quando i gas raggiungono la loro temperatura di accensione, in presenza della giusta quantità di ossigeno, si infiammano. Idrogeno e ossigeno formeranno acqua e, bruciando, il carbonio degli idrocarburi e il monossido di carbonio produrranno diossido di carbonio e vapore acqueo. Quando si manifesta fumo vuol dire che temperatura non è abbastanza elevata o che manca la quantità giusta di ossigeno.
 
Formazione del carbone:
Quando il pellet avrà liberato tutti i suoi gas, le rimanenti particelle di carbone si spegneranno resteranno le ceneri costitute principalmente da minerali.
Nel pellet insistono diverse componenti non combustibili, la cenere appunto che nel pellet è presente in quantità molto limitate (anche solo del 0,5% del suo peso all’origine).
Le ceneri sono costituite da minerali, sabbia o altre impurità presenti nella corteccia o derivate dalle lavorazioni boschive del legno (tracce di terriccio ad esempio).
Che il pellet abbia un bacco contenuto di ceneri è importante, in quanto le ceneri costituiscono, insieme al contenuto idrico del pellet, la parte non combustibile del pellet stesso.
Nelle ceneri sono presenti anche i cosiddetti metalli pesanti che possono determinare delle problematiche di contaminazione ambientale.
Il pellet contiene anche dei sali che hanno degli effetti nel processo di combustione. In particolare il potassio e il sodio vanno a ricoprire le pareti della stufa.
Per poter sprigionare tutta la sua energia e perché non vengano prodotti dei residui dovuti ad una non perfetta combustione, bisogna che quest’ultima avvenga in modo ottimale, garantendo così che il pellet sia davvero un prodotto ecologico.
 
Perché questo si realizzi bisogna che:
Ci sia un corretto rapporto tra pellet e ossigeno in camera di combustione;
Avvenga un processo continuo di irraggiamento del calore tra pellet in fase di combustione e quello nuovo immesso in camera di combustione.
 
Bisogna sempre tener presente che mentre il gas brucia sotto forma di fiamma, le particelle solide bruciano senza fiamma e che durante la combustione del pellet, l’80% dell’energia è rilasciata come gas e il restante 20% è costituita da cenere e carbone.
Il pellet concorre a determinare la qualità della combustione.
La combinazione sbagliata di combustibile, aria e tipologia di stufa caldaia determina il cattivo utilizzo del combustibile ed effetti indesiderati, anche ambientali.
Quali sono le condizioni ideali per la combustione:
1. Alta temperatura;
2. Alta presenza di ossigeno;
3. Tempo di ritenzione;
4. Mescolamento del mix combustibile - aria.
 
Solo così possono rimanere basse le emissioni di monossido di carbonio e di idrocarburi.
Se al contrario non si alimenta la stufa a pellet con il corretto apporto di aria, i gas infiammabili non avranno abbastanza ossigeno per bruciare e rilasceranno monossido di carbonio.
In caso invece di troppa aria può determinarsi un raffreddamento dei gas di scarico e conseguentemente il pellet non potrà bruciare in modo ottimale.
Serve quindi che la stufa a pellet venga alimentata con la giusta quantità di aria, ma è altrettanto importante che avvenga un mescolamento tra pellet e i gas.
Per ottenere questo le stufe a pellet fanno si che una prima componente di aria (aria primaria) venga immessa nella zona di combustione e una seconda porzione (aria secondaria) al di sopra della zona di combustione, Questo prima che i gas si raffreddino a contatto con le pareti della stufa o che si diluiscano troppo per eccesso di comburente (aria).
Il controllo della combustione dell’aria può avvenire grazie ad una sonda lambda inserita nel condotto dei gas di scarico.
Nelle stufe a pellet la temperatura di combustione arriva a 650° - 700°; se la temperatura è più bassa c’è il rischio che alcuni degli idrocarburi passino incombusti attraverso il tubo di uscita dei fumi.
Una temperatura di esercizio bassa può determinare corrosione nella stufa e nei condotti dei gas di scarico.
 


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